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Intervista a Gianni Fortuna

Nel video intervista a cura di Silvia Nani, pubblicata su Corriere.tv, il Board Member di Arclinea Gianni Fortuna ci racconta di come la produzione sia ripartita al 100% dopo il lockdown, dei nuovi progetti e di come l’azienda si stia preparando a festeggiare i 60 anni dalla nascita del marchio Arclinea. A settembre il nuovo catalogo Arclinea e una nuova cucina: Thea.

Clicca di seguito per guardare il video.

 

Ripartiti al 100%. 

Per festeggiare 
i 60 anni della nascita del marchio Arclinea,
lanciamo a settembre Thea.

Intervista a Gianni Fortuna a cura di Silva Nani, Corriere della Sera

Gianni Fortuna: Board Member di Arclinea, marchio di alta gamma di cucine nato nel 1925 come falegnameria artigiana e trasformatosi in Arclinea nel 1960, oggi parte di Design Holding. Una conduzione familiare che continua, e un designer di riferimento, Antonio Citterio, che collabora con l’azienda dal 1986. Parliamo della ripartenza e di programmi. Com'è stato il riavvio dopo il lockdown? Quali sono state le primissime attività e soprattutto quali i primi mercati con cui avete ripreso a lavorare?
Il riavvio è stato molto veloce, nel senso che, dopo esserci fermati all’improvviso, quando il 3 maggio abbiamo potuto riaprire, avevamo un ottimo portafoglio: quindi una ripartenza al 100%. Molti mercati sono sempre stati attivi: in modo particolare l'Europa. Ora stanno ancora soffrendo Stati Uniti e Italia. L'Asia sta lentamente riprendendo.

Quest'anno doveva esserci Eurocucina; slittata al 2021. Cosa succederà al suo posto?
Nonostante l’assenza di questo evento biennale, siamo riusciti a mantenere stretti contatti con i clienti, aumentando i momenti di comunicazione e dialogo attraverso il Digital, che si è rivelato un canale fondamentale. Ora stiamo pianificando importanti attività autunnali di presentazione: a Parigi, a Londra, a Milano, e presso Show Room e Training Center della sede di Caldogno.

Ci dà qualche anticipazione?
Il nuovo progetto si chiama “Thea”, in onore della prima cucina prodotta, nel 1958. Allora, come ora, una sorta di ripartenza: quindi ha un valore affettivo molto forte questa presentazione. Thea si rivolge sia al mercato contract che al mercato retail ed è un prodotto su cui nutriamo una grossa aspettativa.

Quest'anno c'è anche un altro anniversario importante, i 60 anni di Arclinea: come pensate di festeggiarli? So che ci sarà un nuovo catalogo, ma in generale, quali sono le tappe che avete in mente da qui a fine anno?
I 60 anni del brand sono un bel traguardo, e diciamo che il nuovo catalogo li celebra in pieno. Ma, più che un catalogo, ciò che stiamo editando è una monografia, un libro al cui interno si parla di storia, del rapporto esclusivo con Antonio Citterio, naturalmente della Collezione, espressa attraverso 7 ambienti cucina di case vere e da una sezione dedicata agli elementi esclusivi Arclinea, che permettono progettazioni esclusive e uniche.

Quindi voi credete ancora che, in mezzo a tutta questa profusione di digitale, sia ancora importante oggi avere un supporto cartaceo al prodotto.
Sarà per una faccenda anagrafica (ma non credo sia solo quello…), ma io penso che accarezzare la carta per vedere delle immagini, sia ancora una sensazione forte. Un po’ come quando vedo le persone nei negozi toccare le superfici, i materiali. Sappiamo tutti che senza digitale non si può più lavorare: ma questo non significa che il rapporto fisico con il prodotto non sia fondamentale: anche se mediato attraverso uno strumento cartaceo. Sono curioso di averlo tra le mani, perché ci stiamo lavorando da tanto tempo!

Che cosa si augura, pensando ai prossimi mesi e al percorso di avvicinamento ad Eurocucina 2021?
Mi auguro che tutto continui come sta andando adesso: abbiamo una squadra molto motivata, che sta lavorando per ottenere obiettivi importanti. Questo sarà possibile anche grazie al supporto di Design Holding, di cui facciamo parte, ovviamente. Se continuiamo con questo spirito, credo che riusciremo ad ottenere degli ottimi risultati: anche quest'anno, nonostante le soste forzate e le incertezze che abbiamo, come tutti, dovuto subire.
 

 

 


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