downloadpagenav-gridpagenav-nextpagenav-prevsearchsharesocial-facebooksocial-googlesocial-instagramsocial-linkedinsocial-periscopesocial-pinterestsocial-twittersocial-youtube

Concept

Tra tutti gli ambienti della casa la cucina è il più complesso e affascinante, il luogo dove si incontrano gastronomia e convivialità, elementi ancestrali come acqua e fuoco, materiali altamente performanti e tecnologie avanzate. Arclinea da sempre affronta questa complessità puntando a conciliare la precisione tecnica con quella funzionale, l’innovazione delle forme con quella degli spazi. Per questo ha scelto di lavorare da molti anni con un progettista come Antonio Citterio, per produrre non solo attrezzature e arredi ma nuove concezioni degli spazi dove cucinare e vivere.

Arclinea Concept

Quasi una vita: 35 anni di progetti con Arclinea

Dopo quasi 35 anni di collaborazione con Arclinea ti senti di tracciare un bilancio di questa attività? In altre parole, quale evoluzione vedi nel vostro lavoro di ricerca e di progetto su spazi e prodotti per vivere la cucina?
Se dovessi definire il mio lavoro di progetto per Arclinea in una parola, parlerei di contesto. Sin dall’inizio, la ricerca non è stata finalizzata unicamente alla soluzione del dettaglio quanto all’idea concettuale di cucina e di come essa – costituita da elementi e dettagli diversi – si rapporti con il contesto, divenendo testimonianza rappresentativa di epoche e modi di vivere anche diversi. Uno degli aspetti più affascinanti del progettare cucine è proprio questo: rappresenta il cambiamento sociale – fotografato o, per alcuni versi, anticipato da designer, architetti, aziende. Negli anni 70, la cucina era uno spazio privato, da nascondere: oggi invece è qualcosa da mostrare agli amici, che diviene tutt’uno con lo spazio di socialità prima riservato unicamente al soggiorno. Direi che lo studio di come la cucina sia insieme spazio di lavoro ed ambiente che è parte della vita di ciascuno, ha sempre contraddistinto il mio approccio alla base della collaborazione con Arclinea.

Fin dall'inizio ho voluto impostare il lavoro di progetto non solo sulle forme, quanto su un concetto di ambiente dove preparare i cibi e la tavola ma anche svolgere altre funzioni dell’abitare.

Certamente le tendenze e le abitudini domestiche cambiano, ma sono ancora in produzione cucine Arclinea che hai disegnato molti anni fa. Cosa permette a questi prodotti di resistere tanto a lungo in un mercato molto sofisticato?
La nostra collaborazione è iniziata davvero molto tempo fa: il primo prodotto è uscito nel 1988 e già da allora abbiamo messo le basi di una strategia di prodotto industriale, progettando per componenti “trasversali”: ovvero elementi standardizzati da combinare secondo le diverse esigenze, così da poter creare una cucina personalizzata. Così già quel primo prodotto – che si chiama Italia ed è ancora in produzione – ha un chiaro riferimento a un concept professionale: dichiara di allontanarsi dalla tecnologia classica dei “mobili per cucina”, utilizzando come materiale l’acciaio, aumentando l’importanza e la dimensione dei piani, e così via.

Arclinea Concept
Doppia isola operativa Italia: il 'concept' professionale incrocia esigenze attuali e accoglie riflessioni puntuali sulle nuove necessità di prestazione.
Arclinea Concept
Doppia isola operativa Italia: il ‘concept’ professionale incrocia esigenze attuali e accoglie riflessioni puntuali sulle nuove necessità di prestazione.
Arclinea Concept
La maniglia Italia, brevetto Arclinea, prodotta artigianalmente con un processo di lavorazione unico ed esclusivo.

In che modo la tua esperienza di architetto ti orienta nella progettazione di spazi per la preparazione e il consumo del cibo? Nascono da qui i diversi concept di cucina che hai realizzato?
Torno al discorso delle tipologie. Nella storia del mio lavoro di architetto che costruisce mi sono imbattuto in situazioni diverse: dalla progettazione di case per amici e clienti, ad alberghi e, più di recente, intere torri residenziali. Tutte queste esperienze mi sono servite a capire meglio “a che punto era” - per me, per il pubblico - l’idea di cucina, di come dovrebbe funzionare, di che cosa rappresenta. A pensarci bene, la cucina è di fatto rappresentativa del nostro modo di abitare, dell’evoluzione del nostro stile di vita. Così, con il diminuire dell’importanza della “sala da pranzo”, ho pensato per la cucina Convivium, nel 2002, a un grande tavolo integrato all’isola, che facesse da luogo di incontro e di relazione tra le persone già mentre si preparano il pranzo o la cena.

Credo che il segreto della "longevità" del prodotto Arclinea sia anche nel concetto di componenti industriali utilizzabili su diversi modelli e in quello d’innovazione delle tipologie.

Funzionalità, stile, estetica: in una tua ideale scala di valori a che posto metti queste componenti nel progetto per Arclinea e più in generale nel tuo approccio di designer?
Non parlerei tanto di funzionalità, quanto di complessità. Nel progettare cucine, è fondamentale non partire dall’involucro ma concentrarsi su quel processo produttivo complesso, che si compie nello “spazio cucina”. La funzione estetica è parallela alla funzione fisica, non è da meno, ma risponde anch’essa a tale complessità. La scelta di un materiale, ad esempio, non si riduce a mero dettaglio: è risposta, al tempo stesso, a un bisogno. Così, quando abbiamo realizzato nel 2008 l’isola Lignum et Lapis - un monolite monomaterico in acciaio o pietra – abbiamo lavorato molto sulla forma del grande piano e sui dettagli, ma l’approccio di fondo si basava sulla complessità di quel tipo di spazio: il poter ricevere da un lato gli ospiti e sul lato opposto concentrare tutte le attrezzature operative. In più con Lignum et Lapis abbiamo sviluppato ulteriormente il concetto del Closet, uno spazio racchiuso che contiene vani operativi dedicati, pensato nel 2002 con il progetto Convivium.

Arclinea Concept
Isola operativa e tavolo conviviale integrato: Convivium amplifica la centralità della cucina nel vissuto domestico, sempre più condiviso.

Quindi in questi prodotti può rientrare anche l’idea di una cucina molto connotata formalmente? O è sempre più importante il concetto spaziale che c’è alla base di ogni nuovo progetto?
Penso che l’aspetto più interessante del lavoro con Arclinea sia quello di non disegnare modelli ma elementi compatibili. Ciascun elemento progettato è trasferibile a modelli diversi. Si tratta di elementi che possono evolversi, ma restano comunque parte di un sistema: un sistema aperto, che non rinnega mai la propria matrice. Per tracciare un parallelo con il mondo informatico, si tratta di elementi che possono aggiornarsi - come gli aggiornamenti di un software - ma continuano comunque a “girare” sullo stesso sistema, rinnovandosi nel tempo. Ad esempio, nella cucina Principia, con il concetto di spazi più aperti e altri più chiusi, abbiamo voluto integrare al meglio tutti gli aspetti che fanno della cucina un vero spazio abitabile. Seguendo questa idea di componenti come parte di un sistema, stiamo lavorando anche su nuovi prodotti, legati a nuovi concept.

Anche le esperienze personali - da quando mi sono sposato, a quando abbiamo avuto figli, a quando i ragazzi sono cresciuti - mi sono servite a capire “a che punto era” l’idea di cucina e come progettarla al meglio.

La qualità di queste cucine è formale e ambientale, ma anche tecnica. Che importanza hanno per il migliore risultato la combinazione di queste componenti, i dettagli, i materiali?
Penso che con tutti i prodotti Arclinea siamo riusciti a combinare bene queste componenti. Così come a suo tempo con l’acciaio inox abbiamo trovato la migliore tecnologia per produrre la cucina Italia, più recentemente abbiamo potuto introdurre finiture come il PVD (Physical Vapour Deposition): una speciale tecnologia che fissa il colore sull’acciaio per mezzo dell’evaporazione di molecole di titanio. Il trattamento rende l’acciaio ancora più resistente, arricchendolo di colorazioni speciali. Così quello che era già un classico, la cucina Italia, ma anche un prodotto successivo come Convivium, si adeguano a un gusto più sofisticato del pubblico, oppure, meglio ancora, lo creano.

Arclinea Concept
Alle spalle dell’isola conviviale, la parete attrezzata e i vani funzionali, nascosti da ante a scomparsa del Sistema New Pocket: per una perfetta operatività in cucina.
Arclinea Concept
Un disegno inconfondibile caratterizza l’isola "scultura” Lignum et Lapis: concepita come una unità abitativa a sé stante, operativa e conviviale insieme.
Arclinea Concept
Alle spalle dell'isola conviviale, la parete attrezzata e i vani funzionali, nascosti da ante a scomparsa del Sistema New Pocket: per una perfetta operatività in cucina.

Potresti anticipare qualcosa sui progetti in corso?
Questa pubblicazione presenta lo stato dell’arte della produzione Arclinea, ma sembra interessante lanciare uno sguardo oltre l’attualità immediata. Intanto approfitto della domanda per dire che questa pubblicazione per me è davvero importante. La considero più un libro che un catalogo, per come presenta insieme i prodotti e i concept su cui è fondato il mio lavoro di questi anni, e di questa modalità di comunicazione riconosco il merito al team di progetto. Anche questa collaborazione così lunga è stata un po’ come scrivere un libro: abbiamo cambiato delle “parole”, corrette delle altre, ma alla fine conta essere riusciti a raccontare un modo di abitare. Per il futuro, posso anticipare che stiamo lavorando sull’evoluzione di un concept da me impostato in alcuni edifici d’abitazione, soprattutto nel Far East. Le due zone principali - wet kitchen e show kitchen - sono trattate diversamente ma integrate in unico sistema di prodotto, proprio per anticipare un’esigenza che crediamo sarà sempre più diffusa.

Non è semplice trovare la tecnica migliore per ottenere funzionamento e finiture perfette, per questo lavoriamo molto sull’industrializzazione per trovare il giusto rapporto costi-benefici.

Tu sei un architetto che costruisce molto, ma sei anche un vero industrial designer. In questo tuo ruolo, come pensi possa evolversi il design e come dovrà porsi rispetto all’industria, come nel caso di Arclinea?
Credo che la possibilità di una sopravvivenza intelligente del design e delle aziende che se ne avvalgono, sia proprio nel rimanere fedeli all’idea di disegno industriale. Il mercato globale oggi richiede una tale precisione e versatilità del prodotto, che a questa richiesta si risponde solo usando le potenzialità dell’industria 4.0. Cioè l’automazione intelligente, che permette di produrre elementi di qualità quasi artigianale - ad esempio un’intera cucina “su misura”, o comunque bespoke - attraverso tecnologie industriali. In questo senso Arclinea è già molto avanti e così può operare bene anche sul mercato del contract, decisivo per il futuro delle aziende. La capacità di confrontarsi col grande numero è oggi indispensabile per dare la misura e la conferma della validità delle industrie, anche quelle come Arclinea con una storia molto lunga e consolidata.

Arclinea Concept
La parete-boiserie in legno integra ante del Sistema Modus, ad apertura orizzontale: filtro e divisorio materico tra le aree della casa e lo spazio cucina.
Il mercato globale oggi richiede una tale precisione e versatilità del prodotto, che a questa richiesta si risponde solo usando le potenzialità dell’industria 4.0.

Richiedi informazioni

  • alle attività di profilazione

  • alla comunicazione a terzi per fini di marketing

Cliccando sul pulsante di invio, confermo la richiesta del servizio indicato al punto a) dell’informativa, il consenso al trattamento dei dati per le finalità del servizio e con le modalità di trattamento previste nell’informativa medesima, incluso l’eventuale trattamento in Paesi membri dell’UE o in Paesi extra UE.

Top